F.A.Q.


Cosa lo differenzia dalla classica beneficenza?
Tra i due partner si stabilisce un legame non solo economico, ma anche affettivo. A ogni sostenitore viene inviata una scheda anagrafica del bambino/a, una foto e qualche notizia sulla sua famiglia e il suo paese. Sono incoraggiati gli scambi di lettere e periodicamente vengono date notizie sui progressi del piccolo; può esserci anche la possibilità di viaggi per incontrare e conoscere i bambini sostenuti a distanza. Si chiede ai sostenitori di essere comprensivi: non è sempre possibile essere puntuali nella corrispondenza, occorre tener conto della cultura e delle condizioni sociali della realtà di cui il bambino fa parte.

Chi sono i referenti?
Sono le persone o le organizzazioni, laiche o religiose, che vivono nelle zone dei bambini sostenuti e collaborano con il Mais per la buona riuscita dei progetti di sostegno a distanza. La scelta dei referenti onesti, capaci, disponibili e il rapporto di fiducia sono caratteristiche fondamentali per l'avvio del progetto. Spesso si tratta di persone che già lavorano con i ragazzi e che conosciamo da tempo. Il Mais chiede loro un impegno scritto sugli interventi verso i ragazzi sostenuti, sulla gestione dei contributi solo per le finalità del progetto, sul favorire la conoscenza e lo scambio fra i bambini e i loro sostenitori e informare periodicamente sulla situazione personale dei bambini. L'opera svolta dai referenti a volte è gratuita e volontaria, a volte ricevono un compenso periodico, si tratta allora di persone qualificate e disoccupate che spesso garantiscono un impegno più continuo e proficuo. Viene favorito il rapporto diretto tra i sostenitori e i referenti attraverso incontri in Italia e viaggi nei paesi dove loro operano.

Come vengono scelti i bambini e le zone dove intervenire?
La scelta cade su tutti quei paesi in cui l'infanzia è più a rischio. I bambini vengono indicati dai referenti: tenendo conto dei criteri caratteristici del tipo di sostegno, delle condizioni economiche e sociali dei bambini e delle famiglie ed avendo cura al rapporto con la comunità in modo che gli aiuti non siano motivo di ulteriori discriminazioni. Quali spese bisogna affrontare?L' impegno economico varia secondo il tipo di sostegno e il costo della vita nel paese del bambino e viene concordato con le persone od organizzazioni che in loco seguiranno i bambini. Si va dai 18 ai 29 Euro mensili; spesso un singolo sostegno può essere condiviso da più persone, che hanno così l'occasione di dividersi la spesa e di affrontare insieme questa esperienza, con una maggiore possibilità di un più ricco coinvolgimento. Nel corso degli anni le spese per il bambino possono aumentare, in genere per le variazioni del costo della vita o del cambio, in tal caso viene richiesto al sostenitore un aumento della quota o il coinvolgimento di un altro sostenitore per la differenza. La cifra versata al Mais può essere detratta dalla denuncia dei redditi.

Per quanto tempo ci si deve impegnare?
L'impegno dipende dal tipo di sostegno e comunque è sempre limitato al periodo di difficoltà o di studio del bambino, in modo da favorire il processo di autosufficienza e non creare situazioni di dipendenza o di assistenza. Ovviamente è un impegno morale, estremamente serio e vincolante dato che chi sceglie il sostegno a distanza ritiene preminente il valore della solidarietà in particolare verso l'infanzia. Sarà il referente che in loco segue i ragazzi a comunicare al Mais che il sostegno non è più necessario. Il Mais avviserà lo sponsor che potrà continuare aiutando un altro ragazzo. Se per qualsiasi ragione si decida di non continuare il sostegno, occorre avvisare il Mais, tramite lettera raccomandata, almeno tre mesi prima dell’ultimo versamento. Questo ci consentirà la ricerca di un altro sponsor che può essere indicato dallo stesso rinunciatario. Il Mais è comunque impegnato, insieme a voi, nel sostegno a distanza e farà il possibile per aiutare il ragazzo finché ne ha bisogno.

A chi vanno i fondi raccolti?
Il Mais, deducendo il 10% per le spese di gestione, invia periodicamente i fondi dei sostegni ai referenti che sul posto seguono i bambini, affinché provvedano alle necessità economiche degli interessati, secondo il tipo di sostegno.Periodicamente i referenti inviano il resoconto sull'utilizzo dei fondi. Di solito si sconsiglia di inviare soldi direttamente alla famiglia del bambino sia perché non ci sarebbero garanzie su come questi realmente verrebbero spesi sia per non compromettere il lavoro svolto dal referente e lo stesso rapporto positivo con il bambino. Chi può aderire al sostegno a distanza? Si accetta il sostegno solo di persone conosciute dopo aver accertato la loro serietà: questo per evitare esperienze negative ai ragazzi già provati da gravi difficoltà ed equivoci e false aspettative. Inoltre una volta iniziato un programma di solidarietà verso un bambino è estremamente negativo interromperlo e il Mais si fa garante verso i referenti del completamento del programma stesso. Ai progetti di sostegno a distanza possono aderire persone singole, scuole o classi, gruppi, sindacati, condomini, enti locali. Per ogni caso sarà definito il tipo di rapporto di solidarietà e di interscambio più appropriato.

Come bisogna rapportarsi con i bambini?
I bambini sostenuti hanno spesso molti problemi, non è il caso di creargliene altri. Innanzitutto occorre chiedere sempre al Mais o al referente come meglio comportarsi (se inviare regali e quali, come impostare la corrispondenza, ecc...) e questo perchè le situazioni personali e sociali dei bambini sono diverse, e a volte lontane dalla nostra immaginazione. Non si deve mai cercare di sovrapporsi ai genitori reali creando nella fantasia dei bambini un contrasto tra "genitori lontani" ricchi e buoni e "genitori vicini", ma poveri e incapaci di mantenerli. Occorre far presente ai bambini la dimensione esatta del sostegno a distanza: un aiuto momentaneo che viene loro offerto per permettergli di essere autonomi e di contribuire allo sviluppo della loro famiglia e del loro paese. Il rapporto di sostegno a distanza è anche un modo per far conoscere il nostro mondo al bambino e anche al referente, un mondo che spesso viene visto come un paradiso e viene contrapposto alla realtà di miseria dove egli vive. Il nostro compito è allora quello di unificare questi due mondi, perché anche nella nostra realtà non è tutto oro, proponendo al bambino che sosteniamo un percorso comune per la realizzazione di condizioni più umane per tutti.



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