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La paura della Gripe A colpisce anche l'affetto e il rispetto

24 Settembre 2009

Brasile - Regina de Melo Morais del Mais onlus al primo giorno di lezione trova pochissimi alunni: tutti avevano paura che lei li infettasse.

regina de melo moraisQui in Brasile l’influenza suina la chiamiamo Gripe A . Nel mese di giugno e luglio c’è stato molto panico per l’aumento del numero di casi in tutto il Paese.
Io ed Eduardo siamo stati in Italia dal 17 luglio al 2 agosto e ci è sembrato strano di non sentire quasi mai parlare là di questa epidemia. A  giugno e luglio eravamo in pieno inverno in Brasile, quando si diffonde l’influenza comune; se la Gripe A si fosse diffusa con questa nuova modalità sarebbe stato catastrofico.

Così  il Governo dello Stato di Rio de Janeiro ha deciso che le lezioni dovevano iniziare due settimane dopo per i ragazzi grandi e per gli adulti,  lasciando ai bambini una settimana in più di vacanza. Sono stati chiusi teatri e molti locali. I genitori sono stati invitati a lasciare i figli a casa, nella speranza che con l’inizio del tempo più caldo diminuisse il numero dei casi, che poi è realmente accaduto.
Anche a causa di questo ritardo sto lavorando per  integrare le lezioni che abbiamo perso mentre le scuole erano chiuse. Misure igieniche sono state trasmesse da radio e tv per insegnare alla gente come evitare di ammalarsi: pulirsi con alcool in gel al 75% e lavarsi spesso le mani con il sapone.

Nonostante la richiesta del Governatore dello Stato, la scuola dove lavoro ha deciso di iniziare normalmente le lezioni. Molti alunni avevano paura di infettarsi per causa mia, perché ero stata in Italia; il primo giorno c’erano in classe pochissimi allievi: di 24 alunni, solo 6 erano presenti perché i genitori pensavano che avrei potuto trasmettere la malattia.
E’ stato molto imbarazzante vedere che i colleghi di lavoro mi guardavano preoccupati e impauriti.

Avevo un amico d’infanzia che è stato infettato ed è morto in ospedale. Abitava con la madre nel quartiere di Santo Elias vicino alla sede dell’ACNM  e non aveva avuto contatti con persone che venivano dall’estero. Questo ha lasciato tutti molto spaventati: il virus è nell’aria!

Alle ragazze che aspettano un bambino è stato proibito frequentare le scuole pubbliche: secondo i dati diffusi hanno una maggiore probabilità di essere contagiate dal virus della Gripe A e addirittura morire. A tutte le donne in stato di gravidanza  è stato permesso di non andare a lavoro.
Adesso i casi sono diminuiti e i mezzi di comunicazione non ne parlano quasi più...

Regina de Melo Morais,
Referente Mais onlus - Rio de Janeiro


 

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